Tuttifrutti

L’Oriente incandescente. Dalla Siria all’Iraq

 

Incontro-dibattito con Domenico Quirico,

giornalista e inviato del quotidiano “La Stampa”.

Presentazione del libro “Il paese del male. 152 giorni ostaggio in Siria”.

 

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Martedì 24 Giugno alle ore 20.30, presso le Scuderie di Palazzo Gallone Tricase, l'associazione culturale masMEDIA – Officine Creative” Mondoradio Tuttifrutti, con il prezioso contributo di Integra Onlus, organizzano l'incontro “L'oriente incandescente. Dalla Siria all'Iraq”Parteciperà il giornalista e inviato del quotidiano “La Stampa” Domenico Quirico.

A margine del dibattito sarà presentato il libro Il paese del male. 152 giorni ostaggio in Siria”di Domenico Quirico Pierre Piccinin da Prata (edizioni Neri Pozza – 2014). L'evento èpatrocinato dall'Amministrazione Comunale di Tricase. Ad introdurre e moderare sarà Cinzia Nachira, redattrice della rivista di diritto internazionale Jura Gentium.

Domenico Quirico è reporter per il quotidiano torinese La Stampa” del quale è caposervizio esteri. È stato corrispondente da Parigi inviato di guerra. Si è interessato, fra l'altro, degli avvenimenti sorti a partire dal 2010-2011 e noti come "Primavera araba". Nell'agosto 2011 è stato rapito in Libia e liberato dopo due giorni.

Il 9 aprile 2013, mentre si trovava in Siria come inviato di guerra, di lui si perde ogni traccia. La prima notizia del suo rapimento giunge il 6 giugno quando viene diffusa la notizia che Quirico è ancora vivoViene infine liberato l'8 settembre 2013, dopo 5 mesi di sequestro, grazie ad un intervento dello Stato Italiano e infine riportato a casa.

I drammatici giorni vissuti in Siria, durante il suo rapimento, sono raccontati in questo libro, il cui titolo riassume efficacemente la grave situazione che si vive, ancora oggi, in quel paese.

Nella storia della letteratura, numerose sono le pagine capaci di condurre il lettore davanti all'"ineffabile vergogna", al mistero di "incomprensibile e cieco dolore" del male. Nulla però eguaglia per potenza narrativa le pagine di coloro che hanno realmente vissuto l'offesa del male; gli eventi, le azioni, i piccoli gesti in cui si manifesta; l'umiliazione, per dirla con Primo Levi, di poter morire "per un pezzo di pane" oppure "per un sì o per un no".

Il 6 aprile 2013 Domenico Quirico Pierre Piccinin da Prata imboccano un sentiero pietroso che serpeggia tra le montagne e i ciliegi in fiore piantati sui contrafforti dell'Anti-Libano e penetrano in Siria. Sono in compagnia di coloro di cui vogliono narrare le gesta: i miliziani dell'Armata siriana libera, gli oppositori di Bashar Assad, i ribelli, i rivoluzionari. Al loro passaggio i petali bianchi si staccano dagli alberi e fluttuano nell'aria fresca della primavera.

Qualche giorno dopo, nei pressi della città di al-Qusser, in una notte buia in cui nulla sembra vivere, l'Armata sirianalibera li consegna a un gruppo di incappucciati che, sparando raffiche di mitra, li trascinano sul loro pick up. Seguono cinque mesi di strazio e di ira, di furia e rancore, di miserevole ingiustizia, resa ancora più tale perché inflitta da coloro che si credevano amici. Mesi trascorsi in stanzette sudice, in botole infami e luride prigioni, dove la luce è sempre accesa perché la voglia di dormire pesi tanto da far dimenticare ogni cosa…

 

Simone Coluccia

Ufficio Stampa masMEDIA – Officine Creative

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stampa.masmedia@gmail.com

 

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