Perché la politica e le istituzioni hanno abbandonato le donne e uomini della polizia penitenziaria?

Perché la politica e le istituzioni hanno abbandonato le donne e uomini della polizia penitenziaria? A chiederlo è Ruggiero Damato, segretario regionale FSA CNPP SPP Puglia.
“Ho scritto al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Prefetto di Lecce, denunciando le condizioni disumane che vivono detenuti ammassati nelle carceri pugliesi e soprattutto quello leccese, in particolare detenuti con problemi psichiatrici e tossico dipendenti con delle patologie che sono una vera e propria bomba sanitaria, oltre alle condizioni di sovraffollamento inaccettabile che in quasi tutti gli istituti pugliesi supera il 120/150%.“
Quello che preoccupa più Damato sono le condizioni di sicurezza ormai ai minimi storici in cui vivono donne e uomini della polizia penitenziaria, ridotti a veri e propri guardiani con turni massacranti, con una carenza di organico pugliese che si attesta oltre le 1000 unità nel ruolo di agenti assistenti maschili e oltre 150 solo nel carcere leccese.
“Viviamo nella totale indifferenza delle istituzioni e della politica – continua Damato -, certificata dal fatto che è sparito nell’agenda politica e dalle trasmissioni televisive Nazionali, con carceri vere e proprie piazze di spaccio e aggregazione criminale. Per avere attenzione a chi bisogna rivolgersi? Al Santo Padre, o a esorcisti? È veramente inconcepibile tutto questo, abbandonare a sé stessi servitori dello Stato in un settore delicato come quello carcerario. Non vorremmo che si stia aspettando il peggio, come gli anni 70/80 quando c’erano omicidi all’interno dei carceri e omicidi di appartenenti alla polizia penitenziaria e cioè dello Stato.”



