Melpignano tra gli Ambasciatori dell’Economia Civile 2026: il Comune premiato per le buone pratiche

Un piccolo comune del Salento tra le esperienze italiane riconosciute come esempi di economia civile.
È Melpignano, poco più di duemila abitanti nel cuore della Grecìa Salentina, che domenica 4 ottobre, in piazza della Signoria a Firenze, ha ricevuto il Premio Nazionale Comuni di Economia Civile 2026, nell’ambito dell’ottava edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, dedicato alle migliori esperienze di amministrazione locale impegnate nella rigenerazione sociale e ambientale e nell’amministrazione sostenibile e condivisa. A ritirare il riconoscimento – in un incontro moderato da
Cristina Raschio , giornalista di Rainews24, con Chiara Tommasini (Presidente CSVnet) e Carlo Mochi Sismondi, consigliere d’amministrazione responsabile rapporti imprese e PA Fondazione Rigel – è andata
la sindaca Valentina Avantaggiato. A Firenze ha raccontato l’esperienza di una comunità che negli anni ha scelto di fare dell’amministrazione pubblica uno strumento di cura del territorio, attraverso un percorso nel quale sostenibilità, cultura, inclusione, partecipazione e valorizzazione delle risorse locali non sono rimaste parole d’ordine, ma hanno trovato una traduzione concreta in progetti e pratiche amministrative.
Il Festival Nazionale dell’Economia Civile 2026, promosso da Federcasse-BCC, Confcooperative e NeXt Economia, in collaborazione con MUSe Firenze e SEC, nasce dalla volontà di portare al centro del dibattito pubblico quelle esperienze capaci di costruire un modello di sviluppo più attento alle persone, alle comunità e ai territori. Il tema scelto per questa edizione era “L’Economia che fa bene. Il rumore della foresta che cresce”: un invito a non fermarsi al racconto delle crisi, ma a sostenere ciò che cresce dal basso, attraverso scelte, responsabilità e alleanze tra cittadini, istituzioni, imprese e territori. Ed è proprio in questa “foresta che cresce” che si inserisce l’esperienza di Melpignano sulle politiche del cibo, diventate negli anni una vera leva di sviluppo locale. A partire dalla Mensa bio-etica a chilometro zero, realizzata nella scuola dell’infanzia e primaria, dove prodotti biologici, legumi, verdure, uova e altre produzioni del territorio arrivano sui tavoli dei bambini grazie alla collaborazione con i produttori locali, mentre la pasta proviene da una delle prime realtà biologiche in Italia. Una scelta che tiene insieme educazione alimentare, salute, sostegno alla piccola agricoltura e valorizzazione dell’economia locale. La mensa, infatti, non viene considerata soltanto come un servizio, ma come uno spazio educativo e uno strumento di politica territoriale: prendersi cura dell’alimentazione dei bambini significa contemporaneamente prendersi cura della salute, dell’agricoltura e delle economie del territorio. Accanto alla mensa c’è il Mercato del Giusto, dedicato alla bio-agricoltura e all’incontro tra produttori e cittadini, uno spazio nel quale il cibo diventa occasione di relazione, conoscenza e confronto sui temi dell’ambiente e del sociale. E nel Palazzo Marchesale ha trovato sede il Master universitario “Gastronomie territoriali sostenibili e Food Policies”, trasformando Melpignano anche in un luogo di studio e formazione sui nuovi modelli di politica alimentare.
Melpignano ha scelto di investire nella propria identità e nel patrimonio locale, affiancando alle politiche del cibo una gestione sempre più sostenibile del territorio: è capofila del progetto europeo ECOTOWN, che ha portato all’introduzione della TARIP e a una raccolta differenziata che nel 2025 ha raggiunto l’80 per cento. Sul fronte energetico, la Comunità Energetica Rinnovabile (afferente alla CER Gesuiti) promossa dal Comune prevede la produzione di 560 kW di energia pulita attraverso gli edifici comunali, con l’obiettivo di generare benefici condivisi, contrastare la povertà energetica e sostenere nuovi interventi di welfare e rigenerazione urbana. Con “Melpignano Promuove Cultura” l’amministrazione lavora sulla sfida dello spopolamento, cercando di costruire una nuova idea di attrattività nella quale cultura, turismo, qualità della vita, benessere degli abitanti e opportunità di lavoro possano convivere, sperimentando nuove forme di inclusione e partecipazione, con interventi per l’accessibilità, come i pannelli in Nero-Braille e contenuti in LIS, realizzati in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi.
A Firenze Melpignano ha portato la storia di una comunità che ha scelto di investire nelle relazioni, nella sostenibilità, di partecipare, produrre e immaginare il proprio futuro.



