Allarme penitenziari pugliesi: a ridosso di Ferragosto è a rischio la tenuta della sicurezza e dell’ordine pubblico

La denuncia del segretario regionale CNPP SPP puglia Ruggiero Damato che lancia un allarme drammatico sulla situazione degli istituti penitenziari della Puglia , dove a ridosso di Ferragosto è a serio rischio la tenuta della sicurezza e dell’ordine pubblico.
In un contesto operativo reso incandescente dal sovraffollamento e dalle estenuanti temperature estive, dove si registra che il personale della Polizia Penitenziaria si trova ad affrontare una pressione disumana e degradante, aggravata dalla complessa e rischiosa gestione di una numerosa popolazione detentiva legata alla criminalità organizzata pugliese ormai che fa da padrona .
La presenza dei clan contrapposti all’interno delle sezioni detentive richiede un livello di attenzione e un impiego di risorse umane elevatissimo, del tutto incompatibile con le attuali carenze di organico.
Esponendo donne e uomini della polizia penitenziaria a continui rischi di intimidazione, aggressioni e tentativi di alterazione delle dinamiche interne degli istituti, di fatto lasciando soli i poliziotti in prima linea.
Danato sottolinea come sia inaccettabile ridurre questa catastrofe organizzativa a una semplice emergenza climatica o stagionale, ma è una vera e propria assenza dello stato e del governo, scollati dalla realtà .
Il grave disagio psicofisico e lo stato di prostrazione in cui versano donne e uomini della polizia penitenziaria, che derivano da precise e storiche responsabilità dirigenziali e amministrative, non più gestite con superficialità da organi Istituzionale e governativi.
Il silenzio del Provveditorati Regionali (PRAP)
Puglia continuano a ignorare le reiterate sollecitazioni del CNPP SPP per cui pubblica lo stesso a valutare e contrastare lo Stress da Lavoro Correlato (SLC), drammaticamente accentuato dalla gestione quotidiana di circuiti detentivi ad alta pericolosità.
Di fronte a questo disinteresse per la salute e la sicurezza del personale, il Cnpp Spp ribadisce che non accetta l’assistente silenzio e giustificazioni burocratiche, che vedono le responsabilità amministrative e gestionali essere individuate e sanzionate in maniera esemplare dagli organi di controllo competenti .
Per cui chiediamo nell’immediatezza :
- Sto ai turni massacranti: Interruzione della prassi dei doppi e tripli turni a cascata e introduzione di tetti massimi invalicabili alle ore di servizio continuativo, per prevenire il crollo psicofisico del personale stremato.
- Invio di contingenti straordinari come il GOM:
Assegnazione urgente di aliquote di supporto e del Gruppo Operativo Mobile (GOM), indispensabili per alleggerire la pressione sui reparti più critici e garantire il controllo dei settori ad alto rischio criminale. - Tutela immediata dello Stress da Lavoro Correlato e presa in carico d’ufficio dei casi di grave burnout, garantendo reali periodi di recupero psicofisico senza penalizzazioni retributive o di carriera.
Ai parlamentari pugliesi chiediamo una Commissione d’Inchiesta Ministeriale.
L’invio immediato degli ispettori del DAP in Puglia per accertare le omissioni della catena di comando regionale nell’organizzazione del lavoro e nella gestione dei reparti ad alta indice di sicurezza. - Accertamento e sanzione delle responsabilità individuali: Avvio di procedimenti disciplinari nei confronti dei dirigenti e dei vertici dei PRAP e degli Istituti che hanno ignorato gli allarmi sindacali, esponendo il personale a rischi inaccettabili.
Non accettiamo più che le donne e uomini della Polizia Penitenziaria continuano a fare da scudo umano di fronte alla pressione della criminalità organizzata in strutture prive di risorse e supporto.
Il segretario regionale, intanto, ha deciso di saltare dopo circa trent’anni la tradizionale sfilata in alta uniforme della polizia penitenziaria e – precisa – fuori servizio e con il proprio tempo libero, alle celebrazioni religiose di Otranto, per protestare contro la crisi degli istituti penitenziari e la grave carenza di organico, porgendo le sue scuse formali alle autorità religiose e civili locali. I Motivi della Protesta crisi degli istituti: Le carceri pugliesi e la Casa Circondariale di Lecce affrontano livelli di sovraffollamento e una drammatica carenza di personale. Segnale forte: La decisione di rinunciare a un impegno di rappresentanza istituzionale e religiosa lungo trent’anni mira a scuotere l’attenzione dell’opinione pubblica e della politica sulle condizioni di lavoro degli agenti. Le Scuse Istituzionale rispetto per la comunità: Il sindacalista ha ribadito il profondo legame con Otranto, dove risiede da decenni. Messaggio a vescovo e comune: L’intento è di chiarire che l’assenza non rappresenta una mancanza di rispetto verso la cittadinanza o le ricorrenze dei Santi Martiri e della Madonna Dell’alto mare, ma un grido d’allarme estremo per la sicurezza e la dignità del corpo di polizia penitenziaria
F.to Segretario regionale CNPP SPP puglia Ruggiero Damato



