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Papa Caliazzu entra nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia

Dichiarazioni di Elisa Manni, presidente dell’Associazione Tina Lambrini – Casa Comi APS ETS. Segue il comunicato.

La Regione Puglia accoglie la candidatura dell’Associazione “Tina Lambrini – Casa Comi”. Un riconoscimento per una delle figure più conosciute della tradizione popolare salentina. Ora si apre una nuova fase di ricerca, tutela e valorizzazione.

La tradizione orale e teatrale dei culacchi di Papa Caliazzu entra ufficialmente nell’Inventario regionale del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia. Con la determinazione dirigenziale n. 427 del 27 ottobre 2026, la Regione Puglia ha approvato con esito positivo la candidatura presentata dall’Associazione di Promozione Sociale “Tina Lambrini – Casa Comi”, riconoscendo “Papa Caliazzu – La tradizione orale e teatrale dei culacchi di Papa Caliazzu di Lucugnano” nella sottosezione dedicata alle narrazioni popolari, ai racconti e all’aneddotica di tradizione orale.

Un riconoscimento importante, che restituisce attenzione e valore a una delle figure più celebri dell’immaginario popolare salentino. Papa Caliazzu, pur profondamente legato a Lucugnano, appartiene infatti a un patrimonio narrativo che attraversa l’intero Salento e si estende anche oltre i suoi confini. I suoi culacchi, racconti popolari caratterizzati da ironia, arguzia, paradossi e una particolare capacità di rappresentare vizi, virtù e contraddizioni della società, sono stati tramandati per generazioni attraverso la parola, il dialetto e le rappresentazioni teatrali.

La notorietà del personaggio, la diffusione dei suoi racconti e la loro capacità di attraversare il tempo testimoniano il valore di una tradizione che non può essere circoscritta a una sola comunità. Lucugnano ne rappresenta un riferimento identitario fondamentale, ma Papa Caliazzu appartiene alla memoria collettiva di un territorio ben più vasto, nel quale continua a essere conosciuto e raccontato.

Per l’Associazione “Tina Lambrini – Casa Comi”, il risultato rappresenta una tappa significativa di un percorso di ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale portato avanti negli anni attraverso iniziative capaci di coinvolgere direttamente il territorio e la sua comunità. Tra queste assume particolare rilievo “Papa Caliazzu, la Festa!”, organizzata nel 2024, un’occasione di incontro e di riscoperta della tradizione popolare che ha rappresentato anche il momento inaugurale della mostra diffusa dedicata al personaggio. Un’iniziativa che ha portato i racconti e la memoria di Papa Caliazzu negli spazi del paese, restituendoli alla comunità e ai visitatori attraverso un percorso culturale aperto e accessibile, nell’ambito del progetto “Ci vuole un paese”.

Quell’esperienza ha rappresentato un passaggio importante di un lavoro più ampio, fondato sulla convinzione che il patrimonio culturale immateriale debba essere non soltanto conservato, ma soprattutto conosciuto, condiviso e trasmesso. La candidatura presentata alla Regione Puglia ha costituito un ulteriore passo in questa direzione, con l’obiettivo di documentare e dare riconoscimento istituzionale a una tradizione che vive soprattutto nella memoria delle persone e nella trasmissione orale. Un lavoro che ha consentito di ottenere l’esito positivo dell’istruttoria regionale e l’inventariazione della tradizion.

Ma il riconoscimento non rappresenta un punto di arrivo. Al contrario, è proprio adesso che comincia il lavoro più importante.

L’inserimento nell’Inventario regionale apre una nuova fase, nella quale sarà necessario allargare lo sguardo oltre Lucugnano, coinvolgendo l’intero territorio salentino e tutte quelle realtà che, nel corso del tempo, hanno contribuito a custodire e tramandare la tradizione di Papa Caliazzu. Occorrerà approfondire la ricerca storica e documentale, raccogliere testimonianze e versioni differenti dei culacchi, recuperare materiali scritti, sonori e audiovisivi, valorizzare la tradizione teatrale e costruire nuove occasioni di conoscenza e trasmissione culturale.

Un percorso che l’Associazione auspica possa coinvolgere studiosi, ricercatori, compagnie teatrali, istituzioni culturali, scuole, associazioni e, soprattutto, le persone che ancora oggi conservano racconti e testimonianze legate a questo straordinario personaggio.

La sfida sarà quella di trasformare il riconoscimento istituzionale in un’opportunità concreta di salvaguardia e valorizzazione, affinché la tradizione di Papa Caliazzu non venga soltanto conservata come testimonianza del passato, ma continui a vivere, evolversi ed essere raccontata.

L’Associazione “Tina Lambrini – Casa Comi” esprime soddisfazione per il risultato raggiunto e rivolge un ringraziamento a quanti hanno contribuito alla candidatura e a tutte le persone che, nel corso delle generazioni, hanno mantenuto viva questa tradizione.

Questo riconoscimento nasce a Lucugnano, ma appartiene a tutto il Salento. È il risultato di un lavoro collettivo e, soprattutto, l’inizio di una nuova responsabilità: custodire un patrimonio che abbiamo ricevuto, perché possa continuare ad appartenere anche alle generazioni che verranno.

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