ASSOMEDICOM Italia denuncia la pubblicità sanitaria ingannevole sui social media

Giancarlo Loiacono Bellavitis porta l’osservatorio sulla pubblicità sanitaria al Welfair 2025, poi denuncia l’uso dei social come teatro di banalizzazione della professione medica.
Le cronache degli ultimi due anni, 2024 e 2025, hanno portato alla luce la normativa che regola la pubblicità sanitaria, argomento fin troppo spesso oscuro agli stessi medici. Se n’è parlato in relazione ai fatti di cronaca poiché, come rilevato dalle analisi delle associazioni di categoria, molti casi di malasanità afferenti principalmente al settore privato della chirurgia estetica, presentavano, quale elemento comune, l’abuso da parte del medico indagato di una pubblicità ingannevole sui social media.
Tra le associazioni che più si battono per arginare questo fenomeno, in un’ottica di tutela del paziente e dello stesso ordine medico, c’è l’Associazione Medici e Comunicatori (ASSOMEDICOM APS) che, nella personalità del presidente e fondatore Giancarlo Loiacono Bellavitis, ha all’attivo la proposta di un Osservatorio sulla Comunicazione e Pubblicità sanitaria, di cui si è fatto portavoce e promotore anche all’ultimo Welfair della Sanità 2025.
Bellavitis da un lato difende il diritto del medico a farsi pubblicità, dall’altro rileva l’urgenza di tutelare il paziente da forme ingannevoli proposte principalmente tramite i social network. “Esiste una normativa che regola la pubblicità sanitaria” afferma Bellavitis “che la autorizza solo se informativa, non promozionale, ma questo molti medici non lo sanno”. Da qui l’organizzazione di corsi di formazione sull’argomento e una campagna informativa. “Fare comunicazione etica in medicina significa andare incontro alle necessità del paziente e tutelare il proprio lavoro. Ogni giorno vedo medici online che ballano e banalizzano la professione medica senza rendersene conto. Altri invece rifiutano il monito, come se la comunicazione fosse un elemento secondario del proprio lavoro. A quei medici vorrei ricordare che il modo in cui comunichiamo è determinante”. Per non parlare, poi, di chi nel lavoro di Bellavitis vede un freno alle proprie possibilità di guadagno. “Mi è capitato di ricevere degli ammonimenti da membri di associazioni di categoria importanti. Il mio lavoro è informare il pubblico sui rischi che si corrono affidandosi ad un chirurgo estetico senza averne verificato le qualifiche, non tutti sanno come e dove cercare informazioni”.



