20 milioni di ulivi perduti in Salento, Flai Cgil e Alpaa Puglia: “Riconoscere area di crisi agricola per salvare il territorio”

FLAI CGIL Puglia e ALPAA Puglia chiedono il riconoscimento dell’intero Salento come area svantaggiata o area di crisi agricola e l’attivazione di strumenti straordinari di sostegno per un territorio che vive una delle più gravi crisi agricole e sociali della storia recente.
L’emergenza nasce dal fenomeno dell’essiccamento degli ulivi che negli ultimi anni ha devastato il patrimonio olivicolo salentino, causando la perdita di oltre 20 milioni di alberi e compromettendo in modo irreversibile una filiera che per decenni ha rappresentato una delle principali identità economiche, ambientali e culturali del territorio.
La crisi ha travolto l’intero sistema produttivo: agricoltori, frantoi, cooperative, trasportatori, tecnici e imprese di trasformazione. La perdita degli ulivi ha determinato un crollo della capacità produttiva, una forte riduzione delle giornate lavorative e una significativa contrazione occupazionale, generando un impatto sociale profondo sulle comunità rurali.
A questa devastazione si sono aggiunti negli anni altri fattori strutturali che hanno aggravato la situazione: crisi climatica, desertificazione, scarsità idrica, salinizzazione dei suoli, incendi sempre più frequenti e devastanti, difficoltà logistiche, perdita di competitività delle piccole aziende agricole e spopolamento delle aree interne e rurali.
Si tratta di una crisi complessa e permanente, nella quale diverse fragilità si sommano e si rafforzano reciprocamente. Gli strumenti ordinari oggi disponibili non risultano sufficienti a rappresentare una condizione nella quale l’emergenza fitosanitaria degli ulivi si è intrecciata con criticità ambientali, economiche e sociali di carattere strutturale.
L’essiccamento degli ulivi ha modificato profondamente il sistema agricolo salentino: milioni di alberi sono scomparsi, intere aree hanno perso la propria capacità produttiva, numerosi terreni sono stati abbandonati e una filiera secolare è stata compromessa. La perdita del patrimonio olivicolo ha avuto conseguenze dirette anche sul lavoro, con una riduzione delle attività agricole e di trasformazione e un impoverimento del tessuto economico delle comunità rurali.
Parallelamente, il cambiamento climatico sta rendendo sempre più instabili i cicli produttivi, con temperature estreme, periodi prolungati di siccità e fenomeni meteorologici intensi. La crisi idrica rappresenta ormai un fattore permanente: la scarsità delle risorse, l’abbassamento delle falde e la salinizzazione dei terreni mettono a rischio la continuità delle produzioni agricole.
A rendere ancora più fragile il territorio contribuiscono gli incendi che negli ultimi anni hanno colpito vaste aree rurali, boschive e di macchia mediterranea, alimentati dalla siccità, dall’abbandono dei terreni e dall’assenza di una prevenzione strutturale.
A tutto questo si aggiunge lo spopolamento delle aree interne e rurali, che indebolisce il presidio umano del territorio, favorisce l’abbandono agricolo e aumenta la vulnerabilità ambientale, con effetti sulla prevenzione degli incendi, sulla manutenzione del territorio e sulla conservazione del paesaggio rurale.
Secondo FLAI CGIL Puglia e ALPAA Puglia, l’attuale riconoscimento delle aree svantaggiate risulta frammentato e non rappresenta la reale condizione del Salento. Le criticità che interessano il territorio sono diffuse, omogenee e strutturali e richiedono un riconoscimento unitario dell’intera area salentina.
Per queste ragioni FLAI CGIL Puglia e ALPAA Puglia chiedono al Governo nazionale l’individuazione di uno strumento straordinario, anche in deroga agli attuali criteri, che consenta il riconoscimento del Salento come Area Svantaggiata oppure come Area di Crisi Agricola, con l’attivazione di misure dedicate e adeguate alla gravità della situazione.
La richiesta prevede l’attivazione di interventi compensativi e agevolazioni straordinarie, misure strutturali per affrontare le emergenze legate all’acqua, agli incendi, alla logistica e al ripopolamento delle aree interne e rurali, oltre a strumenti specifici per garantire continuità produttiva e tutela del lavoro agricolo.
FLAI CGIL Puglia e ALPAA Puglia chiedono infine che la Regione Puglia faccia propria l’istanza e la trasmetta formalmente al Governo nazionale e alla Commissione Europea.
Il Salento rischia una progressiva desertificazione agricola e sociale: senza strumenti straordinari di sostegno sono a rischio il futuro delle produzioni, il presidio delle aree rurali e la permanenza delle lavoratrici e dei lavoratori che garantiscono ogni giorno la vitalità del territorio.



